Sulla Brexit

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Dopo l’esito positivo del referendum britannico sulla Brexit, molte parole sono state spese per capire come mai la Gran Bretagna sia uscita dall’Unione Europea analizzando internamente l’accaduto. Da un lato, si sono analizzati i dati dei votanti dal punto di vista anagrafico, geografico, di genere e di reddito e dall’altro si cerca di capire la natura contradditoria dei giochi di potere all’interno dei partiti. Sicuramente è necessario capire la natura sociale e politica di tale decisione. È necessario capire che è stata un’inglese classe operaia stanca, invecchiata e impaurita a votare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, proprio quella classe che non ha visto nessun beneficio né della globalizzazione dei mercati né tantomeno nell’entrata nel mercato unico europeo. È necessario anche capire che per la leadership di un partito e di una fazione all’interno dello stesso si sia indetto un Referendum che, in realtà, la stessa classe politica che lo ha indetto, non voleva (in questo senso la posizione del Boris risulta estremamente ambigua).

L’analisi delle dinamiche interne è un’analisi necessaria ma non credo sia sufficiente per capire la portata dell’avvenuto, se non si analizzano le dinamiche esterne e la relazione tra le due. E analizzando le dinamiche esterne, più che riflettere sul perché la Gran Bretagna sia uscita dall’Europa, mi viene da chiedere come mai ci sia rimasta così tanto. La Gran Bretagna è entrata in Europa senza mai credere troppo nel progetto europeo, di un’unione non solo economica ma anche politica. È rimasta in Europa negoziando e rinegoziando continuamente il suo status speciale in barba a tutti i trattati europei in modo da trarne i massimi benefici per la sua economia, gli ultimi dei quali negoziati da Cameron in febbraio che non entreranno in vigore. Ma, la Gran Bretagna è rimasta in Europa, mantenendo allo stesso tempo la sua relazione privilegiata con la sua ex-colonia quali erano gli Stati Uniti, per i quali lo sviluppo di un progetto di “Europa europea” non faceva altro che minacciare la sua egemonia. Per questo la Gran Bretagna ha continuato a rimanere in Europa sabotando proprio il progetto per cui questa era stata creata. Non che gli altri partecipanti al progetto abbiano lottato drammaticamente per lo stesso, ma sicuramente la Gran Bretagna in questo sabotaggio è sempre stata in prima linea.

In pratica, la Gran Bretagna è stata in Europa, senza volere l’Europa, portando questa relazione ad uno schizofrenico cortocircuito. Ed è stata proprio la stessa schizofrenia delle sue relazioni esterne ad avere un effetto nello spazio sociale e politico interno, il quale ha causato e subisce direttamente la schizofrenia.  Quanto questa sarebbe potuta durare senza provocare un cortocircuito? Non sarà forse che i Britannici siano stati capaci di innescare con le loro stesse mani gli effetti che neanche lo scoppio di due guerre mondiali sono riuscite a produrre, ovvero, non tanto di sovvertire l’egemonia mondiale, ma perlomeno quella interna del territorio europeo?

 

 

 

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